sabato 2 agosto 2014

Forma Ordinaria del Rito Romano

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».  E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
[Mt 14,13-21]
  
Forma Straordinaria del Rito Romano

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere. Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
[Mt 7,15-21]

Gli alberi si riconoscono dai frutti e un albero cattivo non può produrre frutti buoni. Ora qualcuno dovrebbe avere la decenza di spiegarmi perché si continua con forza, veemenza ed entusiasmo a dire che anche ciò che è cattivo può produrre frutti buoni. Perché, questo, si applica alla perniciosa pratica di accostarsi alla Santissima Eucarestia anche in stato di peccato, tanto – si dice – Dio perdona tutto e sana le mie ferite. Così come qualcuno dovrebbe spiegare perché un albero di mele dovrebbe dare delle pere o un albero di pesce dovrebbe dare banane. Se, parafrasando, la religione cattolica è una mela, come può un credente di un'altra religione produrre quella stessa mela? Come possiamo mangiare insieme? Come possiamo essere in comunione? Come possiamo entrambi portare frutti buoni? Terminata la metafora: non tutti i frutti sono buoni, ma uno solo. Noi crediamo che sia quello cattolico. Però poi ci abbuffiamo di tutt’altro e anzi sollecitiamo gli altri a curare le loro tradizioni culinarie mentre le nostre vanno rigettate, disprezzate e abbandonate quanto prima in nome di un progresso e di un aggiornamento che porta solo all’annichilimento della propria identità.
Bisogna stare attenti ai falsi profeti. Non tutti quelli che profetizzano sono veritieri. Non tutti quelli che ci danno da mangiare, anche se in abbondanza, ci dà cibo buono. Gli unici che possono darci cibi buoni e dirci la verità sono i preti cattolici. Ovviamente quando non hanno apostatato la propria fede. Tutte le altre pietanze, per quanto gradevoli agli occhi e all’olfatto, non salvano e nemmeno saziano.