sabato 5 luglio 2014

Forma Ordinaria del Rito Romano

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
[Mt 11,25-30]

Forma Straordinaria del Rito Romano

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
[Lc 15,1-10]


Oggi si strumentalizza, rendendola monca, quindi tradendola, la parabola della pecorella smarrita. Si sostiene, giustamente, che il buon pastore deve andare alla sua ricerca, ma si tace sul fatto che il buon pastore va a riprenderla per ricondurla insieme alle altre, non per sostare allegramente con essa lontano dal resto del gregge. Ignorando anche che andare a recuperare una pecorella smarrita significa presumere che essa sia in errore, che la sua lontananza sia un male. Oggi tutto questo non c’è; tutto è lecito, ogni religione è vera a modo suo, si va alla ricerca di chi è perduto per perdersi con lui, non per convertirlo e salvarlo.
Queste sono cose ovvie, come è ovvio che i bambini nascono da un uomo e da una donna, che la vita è sacra, che il matrimonio è tra un uomo e una donna e che ciò che era vero ieri deve essere vero anche oggi e domani, altrimenti non era vero ieri, non è vero oggi, non sarà vero domani e non lo sarà mai. Eppure queste banalità oggi sono ignorate perché pensiamo che la verità dell’uomo e della storia risieda in astrusi teoremi ideologici che ignorano la realtà. Basta essere realisti quanto basta per capire la follia del mondo contemporaneo.

Infine, bisogna prendere il giogo di Cristo. Oggi ci insegnano a prenderne il gioco, riducendo tutto a una festa, a una mediocre banalità; oppure che non esiste giogo, perché la fede è una Spa dove riposarci, rilassarci e non sono contemplate fatiche, sofferenze e dolori. Siamo circondati da tanti profeti, laici e non, che impongono gioghi anche più gravosi di quello di Gesù Cristo, ma che preferiamo perché abbiamo perso la cognizione delle cose e non capiamo le assurdità che gli altri idoli ci chiedono e la libertà e la salvezza che Gesù Cristo non promette, garantisce. Il punto non è tanto scegliere il giogo meno gravoso, il punto è scegliere il giogo necessario, quello che salva. Questo è e può essere solo uno: quello di Gesù Cristo.