A volte ti prendono strane sensazioni. Non ti senti a tuo agio, fai cose che non ti soddisfano e che reputi sbagliate. Capita spesso. Almeno a me troppo spesso. Altrettanto spesso mi sorgono domande, così come troppo spesso non trovo le risposte. E continuo a logorarmi se sono sbagliate le mie sensazioni o se è la mia mente incapace di trovare risposte. Ci sono situazioni in cui però vedi un po’ di luce. Ciò di cui parlo oggi è una di quelle. Ho, da alcuni anni a questa parte, l’onere di fare il catechista ad alcuni ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Confermazione (la Cresima). In questi anni, tra gli altri problemi, mi sono imbattuto nell’annosa questione del libro di catechismo. Nelle biblioteche cosiddette cattoliche (che per denaro poi, vendono anche ciò che cattolico non è) si trova un variegato catalogo di questi sussidi. Con alcune differenze, ma con molte cose in comune. Queste cose in comune fanno parte di quelle mie strane sensazioni cui facevo riferimento prima. Detto subito, fuori dai denti, mi sono sempre sembrate una maniera alquanto discutibile (per non dire altro) di presentare la fede. Ovviamente, posso sbagliarmi, ma la sensazione che provavo era quella di disagio, fastidio e frustrazione, nell’usare certi sussidi. Tanto che a volte avrei preferito non usarli per niente. Così la mia mente ha incominciato a riflettere, a viaggiare (troppo a detta di chi mi circonda), senza trovare, come spesso capita, lidi e approdi sicuri. Fino a quando non mi sono posto la domanda: “ma si è sempre fatto così?”. Credevo di no. Fino a quando ho trovato la conferma. Ho acquistato una serie di cartoline del 1939 (non dieci secoli fa!) contenute in una collana intitolata “Il Catechismo illustrato”, edite dalla Casa del Catechismo di Viterbo. In queste cartoline si trovano raffigurate alcune scene atte a spiegare il Catechismo della Chiesa cattolica. Con queste cartoline ho potuto compiere un semplice e immediato confronto con i libri di catechismo in mio possesso oggi, nel 2011. Confronto che riporto nella slideshow sottostante:
Come si può notare fin dal primo sguardo c’è una sostanziale differenza di stile e, ancor più grave, di contenuto. Ovviamente, a scanso di equivoci, ho confrontato immagini simili, che si riferiscono allo stesso tema. Purtroppo non ho tutta la serie delle 240 cartoline, ma solo alcune. La prima cosa che risulta evidente è che le immagini nuove sono brutte. Niente da aggiungere. La seconda cosa grave è che queste nuove immagini, soprattutto se confrontate con quelle più antiche, hanno il grave difetto di rappresentare la fede come una favola. L’uso dello stile fumettistico anche nelle immagini sacre rende questo effetto. Le immagini antiche erano catechetiche di per sé (cosa che le attuali non sono) e potevano benissimo essere usate come santini e immagini devozionali. Già la sola immagine era veicolo di un messaggio, di un significato. Le attuali mostrano Gesù, la Madonna, i santi, come degli ebeti. L’altra cosa che un occhio attento nota è l’inesattezza. Le nuove immagini, coadiuvate dallo stile fumettistico, mostrano una superficialità nella rappresentazione. Infatti, ci sono alcuni dettagli che non corrispondo alla realtà. L’abbigliamento liturgico, i colori liturgici (il blu della stola del confessore ad esempio), l’Ostia che sembra tutto tranne che la Santa Particola, Maria che sembra una concorrente del GF, ecc. Tutto questo è presente nei libri di catechismo che hanno una lacuna gravissima, ancor più grave di quelle finora esposte. E riguarda i contenuti. Negli attuali catechismi si parla dell’inferno? Di morte? Di colpa? Non sembra. Almeno non nei modi sani e santi. Al massimo in tono buonista e, quindi, irreale, sbagliato e dannoso. Mi si dirà “ma sono dei bambini”, come se l’essere bambini significhi essere degli idioti che non capiscono. Anzi capiscono e anche meglio di tanti adulti. Tanto che poi quando diventano grandi prendono la fede per quello che gli è stato insegnato: un gioco, un accessorio o un supermercato dal quale prendere solo alcune cose. Crescendo poi saranno chiamati a trasmettere quello che hanno ricevuto. E che cosa hanno ricevuto? Che i sacerdoti possono mascherarsi da tutto tranne che da ministri di Dio; che Maria è “una di noi”; che Gesù era tanto buono che ama e perdona tutti tanto che forse il Giudizio non è più necessario; che i peccati siccome li fanno tutti non sono poi così gravi; che non c’è nessuna colpa e conseguenza al peccato; che la Chiesa è il posto dove tutti si vogliono bene (della gerarchia e del Papa manco a parlarne); che l’essere cristiani è volersi bene tutti e amarsi (e che significa non si sa), dei precetti e del Magistero non è conveniente parlarne; che la Messa è una cena tra amici, tanto che se usi la parola ‘sacrificio’ ti guardano come un criminale che merita l’ergastolo più di tanti mafiosi messi insieme; che alla Messa, essendo una festa, si possono suonare chitarra, cembali, tamburelli, nacchere, si possono battere le mani, ballare, ma guai a inginocchiarsi e ad adorare Gesù Cristo. Devo continuare? Su questi testi i giovani vengono formati alla fede. In Dio certamente. Se sia quello cattolico di Gesù Cristo ogni tanto i dubbi mi vengono e mi rimangono. Per chi volesse rifarsi gli occhi e rinfrancarsi l’anima, può andare al seguente indirizzo http://www.viterboincartolina.it/catechismo/viterbo_home_cecrp.htm#104, dove potrà trovare le restanti immagini del Catechismo illustrato.
Come si può notare fin dal primo sguardo c’è una sostanziale differenza di stile e, ancor più grave, di contenuto. Ovviamente, a scanso di equivoci, ho confrontato immagini simili, che si riferiscono allo stesso tema. Purtroppo non ho tutta la serie delle 240 cartoline, ma solo alcune. La prima cosa che risulta evidente è che le immagini nuove sono brutte. Niente da aggiungere. La seconda cosa grave è che queste nuove immagini, soprattutto se confrontate con quelle più antiche, hanno il grave difetto di rappresentare la fede come una favola. L’uso dello stile fumettistico anche nelle immagini sacre rende questo effetto. Le immagini antiche erano catechetiche di per sé (cosa che le attuali non sono) e potevano benissimo essere usate come santini e immagini devozionali. Già la sola immagine era veicolo di un messaggio, di un significato. Le attuali mostrano Gesù, la Madonna, i santi, come degli ebeti. L’altra cosa che un occhio attento nota è l’inesattezza. Le nuove immagini, coadiuvate dallo stile fumettistico, mostrano una superficialità nella rappresentazione. Infatti, ci sono alcuni dettagli che non corrispondo alla realtà. L’abbigliamento liturgico, i colori liturgici (il blu della stola del confessore ad esempio), l’Ostia che sembra tutto tranne che la Santa Particola, Maria che sembra una concorrente del GF, ecc. Tutto questo è presente nei libri di catechismo che hanno una lacuna gravissima, ancor più grave di quelle finora esposte. E riguarda i contenuti. Negli attuali catechismi si parla dell’inferno? Di morte? Di colpa? Non sembra. Almeno non nei modi sani e santi. Al massimo in tono buonista e, quindi, irreale, sbagliato e dannoso. Mi si dirà “ma sono dei bambini”, come se l’essere bambini significhi essere degli idioti che non capiscono. Anzi capiscono e anche meglio di tanti adulti. Tanto che poi quando diventano grandi prendono la fede per quello che gli è stato insegnato: un gioco, un accessorio o un supermercato dal quale prendere solo alcune cose. Crescendo poi saranno chiamati a trasmettere quello che hanno ricevuto. E che cosa hanno ricevuto? Che i sacerdoti possono mascherarsi da tutto tranne che da ministri di Dio; che Maria è “una di noi”; che Gesù era tanto buono che ama e perdona tutti tanto che forse il Giudizio non è più necessario; che i peccati siccome li fanno tutti non sono poi così gravi; che non c’è nessuna colpa e conseguenza al peccato; che la Chiesa è il posto dove tutti si vogliono bene (della gerarchia e del Papa manco a parlarne); che l’essere cristiani è volersi bene tutti e amarsi (e che significa non si sa), dei precetti e del Magistero non è conveniente parlarne; che la Messa è una cena tra amici, tanto che se usi la parola ‘sacrificio’ ti guardano come un criminale che merita l’ergastolo più di tanti mafiosi messi insieme; che alla Messa, essendo una festa, si possono suonare chitarra, cembali, tamburelli, nacchere, si possono battere le mani, ballare, ma guai a inginocchiarsi e ad adorare Gesù Cristo. Devo continuare? Su questi testi i giovani vengono formati alla fede. In Dio certamente. Se sia quello cattolico di Gesù Cristo ogni tanto i dubbi mi vengono e mi rimangono. Per chi volesse rifarsi gli occhi e rinfrancarsi l’anima, può andare al seguente indirizzo http://www.viterboincartolina.it/catechismo/viterbo_home_cecrp.htm#104, dove potrà trovare le restanti immagini del Catechismo illustrato.