lunedì 20 ottobre 2014

Giusto per fare un po’ di chiarezza che, stando nelle parrocchie, ci si accorge che è una delle cose che manca di più:

I fedeli stiano in piedi dall'inizio del canto di ingresso, o mentre il sacerdote si reca all'altare, fino alla conclusione dell'orazione di inizio (o colletta), durante il canto dell'Alleluia prima del Vangelo; durante la proclamazione del Vangelo; durante la professione di fede e la preghiera universale (o preghiera dei fedeli); e ancora dall'invito Pregate fratelli prima dell'orazione sulle offerte fino al termine della Messa, fatta eccezione di quanto è detto in seguito.
Stiano invece seduti durante la proclamazione delle letture prima del Vangelo e durante il salmo responsoriale; all'omelia e durante la preparazione dei doni all'offertorio; se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silenzio dopo la Comunione.
S'inginocchino poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi. Quelli che non si inginocchiano alla consacrazione, facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione.
[Ordinamento Generale Messale Romano, 43]

QUESTA (e non un’altra) è la legge della Chiesa. Tutto il resto sono boiate pazzesche (per essere gentili), abusi liturgici (per essere seri), disobbedienze e amenità varie di preti, vescovi e catechisti in vena di saperne di più di Gesù Cristo e della Chiesa.

Se poi, arrivati a questo punto – come è ovvio che sia – non sapete rispondere e, pur di accettare l’evidenza e obbedire, volete continuare a difendere qualcun altro che non è Gesù Cristo e la Sua Santa Chiesa, ve ne uscite con “eh quanto sei formalista”, “queste sono le leggi, ma quel che conta è lo spirito” e idiozie varie (ne ho sentite anche di peggio) allora siete 1) in malafede (ditelo subito così uno si risparmia il tempo di mostrarvi cosa insegna la Chiesa che tanto a voi non interessa) 2) ignoranti, nel senso che ignorate che non esiste spirito e contenuto senza un corpo, una forma. Perché separare la forma dal contenuto, sostenendo che solo quest’ultimo è importante, è come nutrirsi per endovena, trascurando così il gusto, la vista, il tatto e l’olfatto. Cioè i sensi, la corporeità. Cosa c’è di più carnale del Cristianesimo? Cosa c’è di più falsamente spirituale delle eresie contro la carne e la forma? 3) incapaci di accettare che sbagliate, e anche pesantemente, sulle cose sacre. Perché la legge della Chiesa è chiara. Solo l’eresia dei laici, avallata da quella dei preti mista a viltà può permettere il proliferare di tante aberrazioni.


Perché sarebbe, per rimanere in temi mondani recenti, come dire che, dopo giorni e giorni di accese discussioni se quelli di Juventus-Roma erano falli, rigori, espulsioni e fuorigioco, ve ne usciste dicendo “eh vabbè, questo è il regolamento, quel che conta è lo spirito”. In quel caso secchiate di insulti non ve le risparmierebbe nessuno. Chissà perché per le cose di Dio questo non accade. Misteri della (mia) fede.

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