sabato 19 luglio 2014

Forma Ordinaria del Rito Romano

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
[Mt 13,24-30]

 Forma Straordinaria del Rito Romano

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
[Mt 5,20-24]



Il male non è opera di Dio, ma del nemico. Noi però siamo troppo banali, troppo “scientifici” e concepiamo le cose solo per elementari ragionamenti di causa ed effetto; quindi attribuiamo la presenza del male nel mondo allo stesso Creatore del mondo. Così come nelle più piccole questioni: là dove c’è il male, anche minimo, questo è la dimostrazione (così noi crediamo) che tutto sia malvagio e da gettare. È l’esasperata ricerca della perfezione che, se è santa negli intenti, è demoniaca negli sviluppi quando ci porta a rigettare tutto ciò che c’è nel mondo solo perché questo è segnato dal male, dal dolore, dalla sofferenza. Una vita umana disabile, non perfetta, malata? abortire o uccidere quanto prima. Un matrimonio difficile, con incomprensioni e liti? divorziare quanto prima, separarsi alla ricerca di una storia che possa soddisfare di più i nostri bisogni e possa essere meno difettosa della precedente. E così per tutto il resto. Non accettiamo la presenza del fallimento, del limite. Vorremmo tutto perfetto e subito. Non siamo stati educati a sopportare il minimo dolore per una giusta causa; la giusta causa oggi è godere, tutto e subito, altrimenti è tutto da gettare. Il bene, insegna il Vangelo, cresce anche con il male. Questi, è vero, rischia di soffocarlo, ma è inevitabile che si corra questo rischio. È utopia sradicare il male dal mondo. Tutte le ideologie, laiche e religiose, che vi hanno provato hanno miseramente fallito. Perché tutte ignorano quello che la dottrina cattolica chiama il peccato originale. E ignorandolo sprecano tutte le energie nel tentativo di costruire un paradiso terreno che non può esistere e nel frattempo sradicano tutto ciò che di buono nel mondo e negli uomini c’è.