sabato 1 marzo 2014

Forma Ordinaria del Rito Romano

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?  Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.  Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
[Mt 6, 24-34]

Forma Straordinaria del Rito Romano

Poi prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, e tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà. Sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.
Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!». Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.
[Lc 18, 31-43]
 


La moderna predicazione cattolica ha, come titola l’ultimo editoriale di Radicati nella fede, chiuso il cielo. Quando si parla di Dio, di Gesù e della Chiesa, lo si fa sempre e solo con lo sguardo rivolto verso il basso, alla vita mondana, su questa terra. Si ignora totalmente l’aspetto trascendente della vita e dell’esistenza e come questa sia propedeutica al destino eterno che spetta ad ogni uomo. Gesù è stato trasformato in un amico che ci accompagna nel viaggio della vita (magari per poi abbandonarci quando questa vita finisce). Il Sacramento della Penitenza è stato snaturato in una seduta psicologica dove il penitente-paziente sfoga i propri mali e non le proprie colpe e il confessore-psicologo dà consigli per il buon vivere e non penitenze per espiare le colpe e assoluzioni per perdonarle. Tutto ciò che nella fede cattolica è di naturale soprannaturale è stato amputato di quest’anelito e ridotto miseramente ad una pura concezione orizzontale della vita. Sinceramente di una fede simile non sappiamo che farcene. Questa erronea concezione della fede tradisce i vangeli proposti dalla liturgia romana di questa Domenica. Questa moderna predicazione, questa moderna catechesi, questa moderna liturgia e questa moderna pastorale si preoccupano – contrariamente al monito evangelico – di ciò che vanno in cerca i pagani. La Chiesa oggi si preoccupa di come soddisfare l’uomo, non di come santificarlo. La santificazione è stata rimossa proprio perché rimanda a una vita eterna che oggi si rifiuta totalmente. L’uomo va bene così com’è, non serve si converta e non dovendolo più convertire e santificare, gli forniamo dei servizi. Alla stregua di tanti spacciatori. Chi ha il prodotto migliore, e a miglior prezzo, diventa il boss del mercato. Oggi la Chiesa si preoccupa solo dei poveri, solo dei bisognosi, solo di chi si trova nelle periferie esistenziali. Ma che poveri, bisognosi e esistenzialmente periferici abbiano la fede in Gesù Cristo, come il cieco del Vangelo della Forma Straordinaria, non è una preoccupazione dei nostri pastori e, quindi, di chi si preoccupa dell’educazione dei giovani. La fede cattolica oggi la si accetta solo se aiuta a vivere meglio, a essere felici (la felicità è il nuovo unico dogma della chiesa contemporanea). Inevitabilmente la si rifiuta in tutto ciò che distorce la nostra concezione di felicità. Ecco allora che è figlia di questa becera mentalità il pretendere di modificare e adattare il Credo della Chiesa ai bisogni e alle necessità dell’epoca moderna. La questione la incartano molto bene, ma la realtà è questa: vogliamo godere adesso e essere satolli dei nostri piaceri; dei sacrifici, delle astinenze, delle penitenze non sappiamo che farcene, la vita è adesso e adesso devo viverla pienamente. La vita eterna? O non esiste o se esiste sarà paradiso per tutti perché tanto Dio è così scemo che se ne frega di come ho vissuto nella vita terrena. Ecco fatto, questa è la Chiesa oggi, questo è ciò che hanno fatto della fede cattolica. E il peggio, statene certi, deve ancora venire. E non per mano di chi sta fuori dalla Chiesa, ma di chi ha ad Essa ha prestato obbedienza e dovrebbe servirla e non servirsene.