giovedì 2 gennaio 2014

All’inizio dello scorso anno, il 2 gennaio per l’esattezza, mi attirai le ire di alcuni sacerdoti per il contenuto del mio post “Vi chiedo perdono”. In esso chiedevo perdono a tutti i non cattolici per come, noi cattolici, annunciavamo la Dottrina cattolica. Rimando a quell’articolo per chi se lo fosse perso. Non cambio una virgola di quello che scrissi, questo 2013 lo ha confermato punto su punto. Per certi aspetti, anzi, le cose si sono pure complicate. A conclusione, quindi, di questo anno, dovrei nuovamente chiedere perdono ai non cattolici. Ma, come detto, la situazione oggi è un po’ più complessa. È cambiato un Papa e sembra cambiato tutto. I problemi che hanno gravato su Benedetto XVI non esistono più. O almeno non sono più così rilevanti. Non solo per i media laici (della cui obiettività dubitavamo da parecchio tempo), ma anche per i media cattolici (della cui obiettività ho imparato a diffidare, anche più di quelli laici). La pedofilia non è più una piaga nella Chiesa: o perché Benedetto XVI l’ha estirpata (e allora qualcuno dovrebbe rendergliene merito); oppure perché è bastato toglierselo di torno perché tutti i preti smettessero di compiere questo ignobile e odioso atto. I corvi in Vaticano sono volati via, lo IOR non fa più notizia, i dissidenti non sono più un problema ma una risorsa. Bisogna essere onesti e non nascondersi dietro un dito. Con Francesco è cambiata la Chiesa. C’è chi dice in meglio, c’è chi dice in peggio. Ma aldilà dei giudizi di merito va riconosciuto che la Chiesa è cambiata. Va altrettanto riconosciuto che la Chiesa cambia come cambia il suo Capo negli ultimi cinque decenni. Non è più Una come lo è sempre stata. È quello che il Papa di turno decide di farla diventare. È questo il senso della retorica – e imbarazzante – primavera. Ogni occasione è buona per parlare di nuova primavera. C’è stata la primavera del Concilio (il Vaticano II ovviamente), la primavera del Papa Buono (Giovanni XXIII, gli altri sono stati dei tiranni…), la primavera della riforma liturgica (eh già, che gran bei frutti spirituali che ha prodotto), la primavera di Papa Francesco, eccetera eccetera. Questo patetica e infantile (ed eretica) esaltazione della novità è figlia di due gravi malattie: il rifiuto dell’eterno (la Tradizione) e l’immaturità di chi, non fidandosi più di Dio e dei suoi tempi, cerca continue soluzioni a problemi che non necessitano di soluzioni immediate, ma di preghiera costante.

Per questo in questa Chiesa accadono cose che definirle assurde è un eufemismo. Basta scorrere il calendario degli avvenimenti che hanno coinvolto la Chiesa in questi dodici mesi per rimanere quantomeno allibiti.
Abbiamo scoperto che…avere due papi è bello. Ci fosse un vaticanista che si fosse quantomeno posto il problema dell’anomalia della situazione. Siccome l’importante è fare scoop, occupare le prime pagine dei giornali (vedi diventare uomo dell’anno per il Time), allora questo evento storico è stato accolto con gioia incredibile. Gioia che, sempre per quella benedetta onestà che richiamo in continuazione, nasconde il fastidio covato per tutti gli anni del pontificato di Benedetto XVI (basta avere un po’ di memoria).
Abbiamo scoperto che in questa Chiesa si amministra il Sacramento dell’Eucarestia ad un peccatore pubblico e non cattolico quale Vladimir Luxuria e poi non è capace di celebrare le esequie per un altrettanto peccatore quale Erich Priebke.
Abbiamo scoperto che il Padreterno si è sbagliato: Gn 1,27 va corretto, aggiornandolo ai tempi di oggi. Infatti durante i funerali di un uomo (Andrea) transessuale, di lui i preti ne hanno parlato con il pronome femminile. La prossima versione della Bibbia, quindi, reciterà: "maschio, femmina e trans li creò".
Abbiamo scoperto che è una Chiesa, questa, che fa della misericordia (svincolata dalla verità) un dogma ridicolo (pur continuando a denigrare chi al Dogma cattolico si rifà) e poi perseguita uno dei pochi movimenti cattolici rimasti (i Frati Francescani dell’Immacolata).
Abbiamo scoperto che si permette al Cammino Neocatecumenale di fare i propri porci comodi (quali inventare liturgie e mettere la storia della Chiesa tra parentesi per dirne due) in nome del fatto che ‘portano vocazioni’ (ma le vocazioni sono a favore della Chiesa o della setta?) e nei confronti dei Francescani dell’Immacolata (anche loro portano vocazioni, queste sì alla Chiesa) questo metro di giudizio non viene applicato.
Abbiamo scoperto che è una Chiesa, questa, che esercita il suo Magistero nelle interviste, rilasciate a chiunque, con le tragicomiche conseguenze del caso. È una Chiesa questa dove per settimane Eugenio Scalfari ha messo in bocca al Papa frasi agghiaccianti e nessuno (nessuno!) ha avuto niente da ridire, difendendo la cattolicità di tali imbarazzanti espressioni e poi, per giunta, applaudire la scelta di rimuovere quella intervista dal sito del Vaticano.
Abbiamo scoperto che se indossi il saio, fai penitenza e diffondi le parole del Magistero della Chiesa e dei santi, sei un fastidioso pericolo da commissariare, ma se ti vesti da manager, diffondi opinioni e balli il flashmob sulla spiaggia di Copacabana, allora sei alla moda e benvoluto.
Abbiamo scoperto che se dici cose cattoliche vieni epurato da una radio cosiddetta cattolica (Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro da Radio Maria), ma il suo direttore può esprimersi contro le decisioni della Chiesa (sulle “apparizioni” di Medjugorje).
Abbiamo scoperto che la rivista cattolica De Vita Contemplativa (che pubblicava vite e preghiere di santi, di papi e di papi santi e riflessioni dogmatiche) ha dovuto sospendere le pubblicazioni, ma altre riviste, palesemente eretiche (quali DossierCatechista), sono site in numerose copie sugli scaffali delle parrocchie e sui banchi all’ingresso delle nostre chiese.
Abbiamo scoperto che si predica la tenerezza, la bontà, la misericordia, il perdono, ma per i Frati Francescani dell’Immacolata e il card. Burke tutto questo non è concesso. Il motivo? Ostinarsi ad essere cattolici nella Chiesa cattolica.
Abbiamo scoperto che “San Pietro non aveva un conto in banca”, ma che, a questo punto, avesse un profilo Twitter.
Abbiamo scoperto che per Papa Francesco la Messa in latino non è un problema (come riportato dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi) ma che celebrarla significa non sentire “cum Ecclesia”.
Abbiamo scoperto che chi inventa liturgie viene lodato, mentre chi celebra fedelmente viene commissariato.
Abbiamo scoperto che essere cattolici ci fa proprio schifo, visto che la Caritas di Adria (Rovigo) (vedere qui) pubblica un calendario con le feste di tutte le religioni e ha rimosso i santi del giorno.


Io non so i non cattolici come vedano questa situazione. Io da cattolico mi sento imbarazzato e umiliato. Gli “esperti” del settore dicono che voi non cattolici apprezzate una Chiesa così. Io vi credo intelligenti e so che avete bisogno di certezze e parole chiare, non di patetiche e infantili prese in giro. Si parla tanto di questa Chiesa che si apre al mondo e va a braccetto con esso, ma di conversioni non ne sento parlare. Non sarà, ditemi se sbaglio, che questa Chiesa ha ridotto al minimo (magari anche tradendolo) l’essere cattolici e, quindi, oggi può esserlo chiunque anche, realmente, non essendolo, attaccandosi alla mediaticità di un’etichetta?